GDPR: la nuova privacy e regole da seguire

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4 maggio 2018

GDPR: la nuova privacy e regole da seguire

Il termine per l’adeguamento è ormai il fatidico 25 maggio prossimo, come sempre in questi casi la confusione e incertezza regnano sovrane. Si tratta del regolamento europeo che disciplina in materia di privacy per il trattamento dei dati, che in modi diversi impatta su tutti i siti web o applicazioni online che hanno interazioni con gli utenti.

In linea generale i siti aziendali che hanno un coinvolgimento diretto con i dati degli utenti devono adottare queste nuove misure, questo vale ovviamente anche per il settore immobiliare. Questo perché comunque trattano i dati dei proprietari degli immobili, anche se questi non necessariamente sono online. Le parole chiave del nuovo ordinamento sono: “privacy by design, accountability, data breach, portabilità dei dati, data protection officer” che proveremo a sintetizzare in questo post.

Che cosa fare per mettersi a norma

La prima cosa da fare è stabilire le linee guida su come il trattamento sarà effettuato e per quali finalità, quindi sarà necessario redigere un documento che le identifichi da renderle chiare. Occorre quindi adempiere un’organizzazione interna che si occupi di questo tema e di come tali dati saranno trattati e soprattutto conservati, anche questo è un aspetto molto importante del GDPR, specie in caso di violazione di tali dati e quindi delle contromisure da adottare in caso di violazione dei sistemi.

In buona sostanza anche gli agenti immobiliari sono tenuti a implementare una “valutazione d’impatto privacy” poiché potenzialmente sono in possesso dei sensibili dei lavoratori o collaboratori e dei loro clienti, che si affidano a loro per affittare o vendere immobili. Per questo la conservazione di tali dati deve essere assicurata dimostrando anche gli strumenti utilizzati per la loro sicurezza, in caso di violazione sarà necessario avvisare gli interessati al trattamento e lo stesso Garante della Privacy, che ne valuterà l’impatto.

Gli strumenti per i siti web

Al momento le soluzioni in campo sono diverse, le quali hanno un livello di attenzione che deve essere valutato caso per caso, per esempio, un sito web di presentazione non dovrà fare grandi cose rispetto a quanto già fatto.

Diverso il discorso di chi ha un sito per la vendita online, oppure usa forum di discussione, consente la registrazione degli utenti, oppure utilizza strumenti di marketing quali AdSense di Google e altri affini. In questi casi sarà necessario implementare il consenso all’uso degli stessi adottando un sistema che consenta all’utente di disabilitarli quindi di escluderli durante la navigazione.

Per inciso, è opinione diffusa che tale eventualità debba essere di maggiore interesse da parte dell’utente, in altre parole, se un utente non vuole intromissioni nel suo sistema, come ad esempio nel caso dei cookie, dovrebbe semplicemente disabilitare direttamente dal browser questi strumenti. Infatti, ogni browser dispone di opzioni per disabilitare cookie, gli annunci pubblicitari e di aumentare sensibilmente la privacy degli utenti durante la navigazione!

A quanto pare pur avendo tutti gli strumenti a disposizione degli utenti, i legislatori hanno ben “pensato” di creare subbuglio a milioni di siti del mondo, piuttosto che educare gli utenti sul corretto uso del browser e della loro privacy, qualora poi per gli utenti fosse un “problema”!

Francesco Beraldo

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